Il Ponte Consolare Romano - Comune di Savignano sul Rubicone

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Il Ponte Consolare Romano

Il Ponte Consolare Romano Il ponte come si presenta oggi è frutto della ristrutturazione avvenuta nel 2003.

Il ponte Romano a tre arcate che collega le due sponde del Rubicone è il più antico monumento ed il simbolo stesso della città di Savignano. Purtroppo non se ne conosce la data di costruzione. Fu definito “consolare”, quindi ricostruito in epoca repubblicana, da molti storici, alcuni dei quali lo fanno risalire all’anno stesso della costruzione della Via Emilia (187 a.C.). Secondo altri ( R. Guidoni, G. Zampanelli) andrebbe invece attribuito agli inizi dell’epoca imperiale e precisamente ad Ottaviano Augusto, del quale sappiamo che fece restaurare la Via Emilia e diede inizio a Rimini alla costruzione del ponte in pietra sul Marecchia, poi ultimato dal suo successore Tiberio. Gli studi più recenti, come quelli di A. Baldoni (1979) e E. De Cecco (1997) sulla base di precisi confronti tecnici con altri ponti romani dei quali si conosce la datazione, propenendo per l’ipotesi che la costruzione sia avvenuta nel periodo repubblicano (I sec. a.C.) ; quindi il ponte romano di Savignano sarebbe più antico di quello di Rimini. Da un punto di vista tecnico, osserviamo che il ponte di Savignano è costruito con grandi blocchi di pietra d’ Istria (un calcare compatto e resistente, a grana fine, che non è ritrovabile nella zona e che pertanto veniva importato, probabilmente via mare). Il manufatto e’ formato essenzialmente da tre arcate, costituite da grandi massi trapezoidali; le arcate poggiano su due piloni centrali, al di sotto dei quali si trova una vasta platea (cioè una superficie piana) di lastroni di marmo rosa, che attualmente non è visibile perché ricoperta dai depositi fluviali, ma che venne messa in evidenza negli scavi compiuti nel 1937. Le misure del ponte erano cosi descritte nella relazione tecnica del sovrintendente Aurigemma di quello stesso anno: "è complessivamente lungo m. 24,20 tra l’imposta dell’arcata che si appoggia sulla spalla verso Savignano e l’imposta dell’arcata opposta, che si appoggia alla spalla verso Bologna".

Il Ponte Consolare Romano

Le luci delle arcate misurano in media m. 6,50, le pile hanno all’imposta una larghezza di m.2,38 e una profondità di m. 6,20; l’altezza della chiave dell’archivolto sul piano della platea lastrica è di m.8,25.Il ponte romano subì nel corso dei secoli varie vicissitudini e modificazioni. Nel 1431 l’esercito degli Ungari provò a distruggerlo col fuoco; fortunatamente non ci riuscirono, ma fu necessario provvedere a restauri; in quell’occasione i piloni di sostegno furono rivestiti con un rinforzo di mattoni. Nel 1450, Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini, che andava razziando ovunque marmi per la costruzione del tempio Malatestiano, fece asportare le spalline (parapetti) di marmo del ponte savignanese, sostituendole con altre, probabilmente di mattoni. Tra il XIV e il XVII secolo furono sovrapposte al ponte varie strutture, tra cui due torri, che servivano anche da porte per l’ingresso nel castello dalla parte ovest.

ponte romano bombardato

Dopo aver resistito per venti secoli a tante vicende atmosferiche e storiche, il ponte romano di Savignano fu fatto saltare, con l’impiego di cariche di esplosivo, dall’esercito tedesco in ritirata nel settembre del 1944. Al suo posto fu costruito dagli Alleati in via provvisoria un ponte Bayley in ferro. Negli anni successivi furono recuperati i blocchi di pietra con i quali, tra il 1963 e il 1965, si provvide alla ricostruzione, che fu realizzata utilizzando esclusivamente i materiali preesistenti ed integrando quelli mancanti con conglomerato cementizio. Fu fatta la scelta di eliminare ogni sovrastruttura posteriore all’epoca romana; perciò il piano stradale fu pavimentato con cubetti di porfido, dotato di marciapiedi e limitato da una balaustra di ferro, in sostituzione delle spalline di mattoni preesistenti; così pure non fu ricostruito il rivestimento di mattoni intorno ai due piloni centrali.

Il ponte come appare ora è frutto dell'ultimo restauro avvenuto nel 2003.

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